ARCHIVIO NEWS 

torna alle news    home page      

27/2/2006

SCOPERTA TECNICA PER EVITARE CHE STAMINALI SCATENINO TUMORI

 

23/2/2006

APPROVATO EMENDAMENTO, INVALIDITA' A MALATI IN 15 GIORNI

 

20/2/2006

SENO: BINOMIO BISTURI-RADIOTERAPIA SARA’ STANDARD

 

16/2/2006

MANCA ASSISTENZA DOMICILIO

 

9/2/2006

SOLO 1 ITALIANA SU 2 SI SOTTOPONE A PAPTEST

 

6/2/2006

GRAN CONSUMO CARNE ROSSA AUMENTA RISCHIO INTESTINO 

 

30/1/2006

A FEBBRAIO IL CALCIO DI 'A' E 'B' METTE IL MELANOMA IN FUORIGIOCO

 

26/1/2006

AD ASSISI CONGRESSO NAZIONALE SU TUMORI TIROIDE

 

23/1/2006

NASCE PORTALE WEB 'AZALEA' PER INFORMARE SUL CANCRO

 

19/1/2006

CANCRO PROSTATA, CAVOLI E CURRY PROTEGGONO

 

12/1/2006

MILANO, SABATO IN BICI PER FONDI CONTRO TUMORI FEMMINILI

 

9/1/2006

RIVISTA INGLESE DI MEDICINA CHIEDE AUMENTO 50% PREZZI SIGARETTE

Leggi l'articolo di approfondimento del Corriere Salute

 

 

archivio news 2005

 

 

 

 
 

27/2/2006

SCOPERTA TECNICA PER EVITARE CHE STAMINALI SCATENINO TUMORI

Scienziati australiani hanno superato un importante ostacolo nello sviluppo della tecnologia di utilizzo delle cellule staminali embrionali, mettendo a punto una tecnica che permette di evitare che le cellule staminali possano dare origine a tumori. La ricerca, pubblicata su Nature Biotechnology, e' stata condotta in Australia. Lo studio, coordinato da Martin Pera, dell'Australian Stem Cell Centre di Melbourne, rappresenta un balzo verso la possibilita' di utilizzare in modo sicuro le cellule immature di origine embrionale e costituisce una risposta a coloro che ritengono l'instabilita' delle cellule di questo tipo un argomento sufficiente per interrompere la ricerca basata sulle staminali embrionali. L'equipe, affiancata da scienziati del Monash Institute of Medical Research, hanno scoperto come un marker cellulare conosciuto come CD30 - presente in tutte le cellule staminali embrionali - si modifica quando le cellule sviluppano anomalie. La scoperta, ha spiegato Martin Pera in un'intervista televisiva, consentira' di identificare quali cellule staminali comincino a sviluppare le anomalie che precedono la fase cancerosa. ''Non significa che abbiamo raggiunto il controllo, ma abbiamo composto un gran pezzo del puzzle'', ha detto lo studioso. ''Almeno possiamo vedere che la cellula sta mutando e possiamo chiederci cosa vi sia nella coltura che causa la mutazione. Lo sviluppo e' significativo perche' chi si oppone alla ricerca con staminali embrionali spesso cita il fatto che gli scienziati non hanno controllo sullo sviluppo delle cellule, e che molte di queste possano sviluppare tumori''.

 

23/2/2006

APPROVATO EMENDAMENTO, INVALIDITA' A MALATI IN 15 GIORNI
Solo 15 giorni per ottenere il riconoscimento del diritto alla disabilità transitoria del malato oncologico in fase acuta. Questo il contenuto di un emendamento della Favo, la Federazione italiana della associazioni di volontariato in oncologia,  approvato oggi dalla Camera dei Deputati. Fino ad oggi i tempi per vedersi riconosciuto questo diritto erano di un anno.
Un emendamento, inserito nella legge di conversione del dl n. 4 del 16 gennaio 2006,  interviene sull'accertamento dello stato di handicap in situazione di gravità e di invalidità superiore al 50% (pacificamente riconosciuti ai malati oncologici in fase acuta), stabilendo che avvenga entro quindici giorni dalla presentazione della domanda dell'interessato. Non solo. Il riconoscimento avrà efficacia immediata senza che il malato debba attendere l'ulteriore deliberazione della commissione medica periferica. 

La Favo ha sottolineato che è stata fatta propria l'esigenza dei malati di cancro che, nel periodo immediatamente successivo alla diagnosi ed eventualmente, nella fase di progressione o ricorrenza del tumore, hanno forti esigenze di tutela e di assistenza immediate non solo di natura sanitaria. In particolare - spiega la Favo - se il malato e il familiare che lo assiste sono lavoratori subordinati, si crea la necessità di assentarsi dal lavoro per interventi diagnostici e terapeutici. La Favo esprime infine ''vivo apprezzamento a tutte le forze politiche presenti nel Parlamento per aver condiviso e approvato l'emendamento che garantisce un diritto sinora sostanzialmente negato ai malati di cancro''.

20/2/2006

SENO: BINOMIO BISTURI-RADIOTERAPIA SARA’ STANDARD

Per le donne colpite da tumore al seno, al delicato momento dell’intervento chirurgico, segue una fase altrettanto difficile: quella della radioterapia. Ma entro 2 o 3 anni, tuttavia, la radioterapia tradizionale potrebbe essere definitivamente soppiantata da quella intraoperatoria, effettuata nel corso dell’intervento. Un binomio, quello tra bisturi e radioterapia, che si sta rivelando sempre più affidabile, a giudicare dalle sperimentazioni in corso. La previsione è infatti che la radioterapia intraoperatoria diventi di routine per almeno i tre quarti delle pazienti con un tumore alla mammella - è stato spiegato in una relazione su questo tema tenuta alla Fondazione Premeteus, alleanza contro il tumore mammario attiva nel Lazio. Si tratta di una tecnica che consente di irradiare con grande precisione il bersaglio.

Mentre nei precedenti 20 anni l’obiettivo era quello di ridurre l’entità dell’intervento chirurgico, oggi la sfida è ridurre la radioterapia. Prima dell’affermarsi di questa nuova tecnica, assai vantaggiosa non solo sotto il profilo strettamente clinico, ma anche dal punto di vista psicologico, le pazienti erano costrette a sottoporsi a sedute giornaliere di radioterapia, per 5-6 settimane. Oggi invece - è stato detto all’incontro dagli esperti - l’obiettivo è, quando possibile, effettuare la radioterapia nel corso dell’intervento e poi sottoporre le pazienti a 5, al massimo 6, sedute post-operatorie.

 

16/2/2006

MANCA ASSISTENZA DOMICILIO

SPESE ALLE STELLE 150MILA NE AVREBBERO BISOGNO; SOLO 3% PUO' PERMETTERSI BADANTE

Si stima che siano circa 150.000 i pazienti affetti da cancro che, ogni anno, potrebbero trarre benefici notevoli dal servizio di assistenza domiciliare oncologica (Ado). Solo una parte, però, riesce ad usufruire concretamente di tale prestazione, prevista per altro dal Servizio sanitario nazionale. Una realtà ancora non sufficientemente diffusa sul territorio, con forti differenze tra Nord e Sud. E allora le famiglie sono costrette ad 'integrare' i servizi, di tasca propria. E quando l'assistenza e' necessaria in maniera continuativa, la presenza di un infermiere professionista o di una badante accanto al malato arriva a costare fino a 2600 euro al mese, cui si aggiungono una serie di altre spese. Così, solo il 3% dei malati riesce a permettersi una badante per un'assistenza assicurata. Una situazione di ''emergenza'' e che rappresenta una ''priorità". A scattare l'istantanea dell'assistenza oncologica in Italia è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm), nel II Rapporto annuale 2005 presentato ieri. - ADO, REALTA' POCO DIFFUSA, IL PESO E' SU FAMILIARI Si tratta di un servizio ancora poco diffuso, afferma il Tdm. Inoltre, ''il sistema si appoggia ancora troppo sull'impegno delle famiglie, al di là di quanto messo a disposizione dal Ssn''. In poco meno di un terzo delle situazioni sono i coniugi a farsi carico della presa in carico effettiva, in poco meno della metà dei casi sono i figli, ma c'e' anche un 11% che ricorre all'aiuto di altri parenti. Spesso, poi, in queste situazioni aleggia lo spettro della solitudine: il 40% dei soggetti malati vive con due o più familiari, ma più di 1/3 vive con un solo familiare e il 5% vive completamente solo. Solamente il 3% ricorre, potendoselo permettere, ad una badante. - TEMPI LUNGHI PER FARMACI E PRESIDI PER PAZIENTI I tempi di attesa per l'attivazione del servizio, laddove questo esiste e si riesce ad essere informati del suo funzionamento, rileva il Tdm, sono relativamente brevi (nel 91% delle Asl monitorate è garantito entro una settimana). Ma ciò che condiziona effettivamente la fruibilità del servizio è la capacità di mettere a disposizione dei cittadini e dei loro familiari, in tempi rapidi, tutti i farmaci, i presidi e gli ausili necessari. Per materassi antidecubito, letti articolati, carrozzine, sollevatori, cateteri, pannoloni e persino farmaci si può attendere anche più di 30 giorni. L'equipe assistenziale, poi, risulta composta, ancora oggi, per lo più da medico di medicina generale e infermiere professionale. Poco presenti assistenti sociali e operatori socio-sanitari (16%), psicologi e fisioterapisti (solo 8%), nutrizionisti (4%). Ancora poca, inoltre, l'assistenza psicologica per pazienti e familiari (solo nel 14% delle realtà monitorate). - POCHI HOSPICE, TERAPIA DOLORE ANCORA 'LATITANTE' La presenza di posti letto in strutture di tipo hospice, che dovrebbero essere parte di un piano integrato di assistenza, resta una nota dolente, ed e' ancora esigua. Nella gran parte delle aziende monitorate (91%) sono previste misure di terapia del dolore all'interno dei piani assistenziali e la presenza di un medico esperto in terapia del dolore. Ma lþ8% dei cittadini lamenta ancora difficoltà nell'accesso ai farmaci oppioidi a causa della indisponibilità del ricettario da parte del medico prescrittore (27%) o per indisponibilità in farmacia (53%). - COSTI ALLE STELLE PER FAMIGLIE, DA BADANTE A FARMACI Cresce la necessità di ricorrere a forme di integrazione a proprie spese delle prestazioni offerte dal servizio. La voce di spesa più significativa è rappresentata dai farmaci (63%), con costi superiori a 100 euro mensili (26%), sino a toccare picchi di 500 euro mensili. Il 10% dei cittadini dichiara di essere stato costretto ad acquistare attrezzature medicali, ma le spese più corpose riguardano le prestazioni di figure professionali: per una badante (sino a 2.000 euro mensili), per un infermiere professionale (sino a 2.600 euro mensili). Non irrilevanti anche i costi per altre voci (sino a 100 euro al mese per spese telefoniche, sino a 400 per spostamenti, sino a 750 per consumi energetici). 

 

9/2/2006

SOLO 1 ITALIANA SU 2 SI SOTTOPONE A PAPTEST
''Solo una donna su due in Italia si sottopone al test per la prevenzione del cancro al collo dell'utero''. Una carenza, questa, che ''spesso si traduce nella perdita di vite che potrebbero essere risparmiate''. Ad affermarlo è Donato Greco, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute che, nel corso di un convegno, ricorda come ci sia ''ancora molto da fare in termini di screening preventivi. Per far sì, ad esempio, che le donne a rischio si sottopongano alla mammografia''. Ma anche sul fronte vaccini, puntualizza l'esperto del ministero della Salute, ''benché le cose vadano bene, vanno sicuramente perfezionate''.
Dunque e' ancora lunga la strada sul cammino della prevenzione e, in questo percorso, un ruolo fondamentale spetta alla sorveglianza della salute della popolazione. In questo contesto si inserisce il progetto Passi, uno studio pilota voluto dal ministero della Salute, il Ccm e le Regioni. ''Si tratta appunto del primo 'passo' - sottolinea Nicoletta Bertozzi del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Cesena e responsabile dello studio Passi dell'Istituto superiore di sanità - verso un sistema di sorveglianza in grado di monitorare i progressi di salute e i programmi di promozione della salute a livello di Azienda sanitaria e Regione; rendere disponibili dati tempestivi nel momento in cui servono per capire determinati trend; facilitare la comparazione tra Asl e Regioni''. L'obiettivo è quello di migliorare il livello di salute della popolazione e ''il rapporto di fiducia e collaborazione fra utenti ed erogatori del servizio sanitario nelle nostre aziende e Regioni'', puntualizza la Bertozzi.

 

6/2/2006

GRAN CONSUMO CARNE ROSSA AUMENTA RISCHIO INTESTINO 

STUDIO CANCER RESEARCH, CAUSA E' DANNEGGIAMENTO DEL DNA

Consumare grandi quantità di carni rosse aumenta il rischio di cancro all'intestino, determinando danni al Dna. A rivelarlo e' uno studio condotto dal Medical Research Council's Dunn (MRC) di Cambridge e pubblicato sulla rivista scientifica 'Journal Cancer Research'. I ricercatori hanno infatti comparato cellule dei tessuti di rivestimento del colon prelevate da soggetti che avevano una dieta a base di carne rossa e soggetti che invece seguivano una dieta vegetariana. Hanno così osservato che nel primo gruppo di volontari le cellule esaminate presentavano un incremento ''significativo'' di danni al livello del Dna rispetto ai soggetti vegetariani. Ed e' proprio tale danneggiamento del Dna, affermano i ricercatori, ad accrescere il rischio di insorgenza del cancro. Lo studio fa seguito ad una ricerca europea (finanziata in parte dal MRC) presentata lo scorso anno e che aveva già dimostrato, monitorando la dieta di circa 500.000 individui in 10 paesi per un periodo di 5 anni, come il rischio di sviluppare il cancro all'intestino fosse più alto del 35% in soggetti che consumavano almeno due porzioni di carne rossa al giorno rispetto a soggetti che limitavano invece il consumo di carne rossa ad una porzione a settimana. I ricercatori non riuscivano però a spiegarsi la ragione fisiologica di questo fenomeno e perchè il maggior consumo di carne rossa fosse associato ad un incremento di forme tumorali: ''Con questo studio - ha affermato la coordinatrice della ricerca, Sheila Bingham - siamo riusciti a scoprire il legame alla base dell'associazione tra carne rossa e tumori''. A questo scopo, i ricercatori hanno monitorato 21 volontari che hanno seguito tre diete diverse per un periodo di 15 giorni: una dieta a base di carne rossa, una seconda dieta a base di vegetali, uova e formaggio ed una terza dieta a base di fibre. Cellule prelevate da campioni di feci sono state quindi analizzate per verificare eventuali alterazioni del Dna. Chiari i risultati: i danni al dna erano osservabili in maniera più ''consistente e significativa'' proprio in relazione all'elevato consumo di carne rossa. In particolare, i ricercatori hanno osservato che nei consumatori di carne rossa il livello di particolari sostanze definite 'composti nitrosi' (Noc) risultava maggiore a livello intestinale. Alcuni di questi composti si combinerebbero appunto al Dna 'destabilizzandolo' e rendendolo, così, maggiormente suscettibile a pericolose modificazioni che aumenterebbero il rischio di insorgenza del cancro. ''Il cancro all'intestino - ha affermato Colin Blakemore del MRC - e' la seconda forma di tumore più diffusa nei paesi occidentali ed ogni anno si registrano oltre 1 milione di casi al mondo. Questo studio e' dunque un importante passo avanti nella comprensione e, potenzialmente, nella prevenzione di questa patologia''. La ricerca, ha concluso Ed Yong del Cancer Research inglese, ribadisce dunque l'importanza di una dieta bilanciata e sana, ricca soprattutto di fibre, frutta e vegetali e con un ridotto consumo di carni rosse.

 

30/1/2006

A FEBBRAIO IL CALCIO DI 'A' E 'B' METTE IL MELANOMA IN FUORIGIOCO
Metti il melanoma in fuorigioco. E' questo lo slogan che sarà presente in tutti gli stadi italiani domenica 12 febbraio 2006, per la sesta giornata di ritorno del campionato italiano di serie A e B, in cui verranno distribuiti opuscoli informativi sul melanoma e sulla raccolta fondi. Grazie alla sensibilità della Lega Calcio, infatti, la giornata sarà dedicata all'Intergruppo melanoma italiano (Imi) per contribuire alla ricerca su questo tumore molto aggressivo che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti (le cellule che determinano il colore della pelle).
Promotore dell'iniziativa è Paolo Ascierto, ricercatore oncologo dell'Istituto tumori Pascale di Napoli e presidente dell'Imi, l'associazione che ha come obiettivo far incontrare gli specialisti di settori diversi, impegnati nella ricerca e nel trattamento del melanoma: dall'epidemiologia, alla diagnosi precoce ed all'educazione primaria, fino alla terapia delle forme avanzate. ''I nostri sforzi, al momento - spiega in una nota il presidente dell'Imi - vanno concentrati su quei casi che non possono beneficiare della diagnosi precoce e per i quali bisogna trovare quanto prima una cura efficace, visto che le terapie tradizionali risultano poco efficaci per il melanoma. Per questo motivo - sottolinea Ascierto - la ricerca biomedica è orientata ad una diagnosi precoce individuando quei soggetti predisposti ad ammalarsi di melanoma, attraverso la genetica, e allo studio di nuovi farmaci ed approcci terapeutici''. Per l'occasione le principali compagnie di telecomunicazione, H3G, Tim, Vodafone e Wind, hanno attivato il numero 48581, in funzione dal 10 al 13 febbraio: inviando un sms si potrà contribuire con 1 euro alla ricerca sul melanoma.

26/1/2006

AD ASSISI CONGRESSO NAZIONALE SU TUMORI TIROIDE

I carcinomi tiroidei sono il tema di un congresso nazionale organizzato dalla sezione di medicina interna e scienze endocrine e metaboliche dell'Università di Perugia in programma dal 2 al 4 febbraio 2006 ad Assisi. L'incidenza dei tumori della tiroide e' più frequente di quanto si pensava in passato - spiegano gli organizzatori in un comunicato -, non solo in rapporto ad una più agevole diagnosi di malattia con i mezzi oggi disponibili, ma anche per un reale aumento di questa patologia a causa di una maggiore esposizione a fattori ambientali favorenti. Le conoscenze dei meccanismi implicati nello sviluppo dei tumori tiroidei sono notevolmente cresciute negli ultimi anni grazie all'impiego delle nuove risorse offerte dalle biotecnologie, con migliori prospettive per la diagnosi precoce e per l'attuazione di strategie terapeutiche più efficaci. Obiettivo del convegno e' di porre a confronto le più recenti acquisizioni patogenetiche dei tumori della tiroide e quindi le nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche che ne scaturiscono. E' prevista la presenza dei maggiori esperti italiani e di ricercatori provenienti da Paesi europei e dagli Stati Uniti.

 

23/1/2006

NASCE PORTALE WEB 'AZALEA' PER INFORMARE SUL CANCRO

Informazioni più accessibili e più corrette sul cancro. E' l'obiettivo del progetto Azalea, finanziato da 'Alleanza contro il Cancro', rete costituita dai sette Istituti Oncologici di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nazionali. Negli ultimi anni, soprattutto su internet, si e' registrata una proliferazione incontrollata di notizie medico-scientifiche relative al cancro, alla sua diagnosi e alla sua cura. Notizie che, a detta degli esperti, ''invece di aiutare i pazienti spesso li disorientano, suscitando illusioni, false speranze o, al contrario, timori infondati''. Il progetto Azalea ha l'obiettivo di mettere ordine in questo vasto oceano di informazioni, e di renderle più facilmente accessibili e comprensibili a tutti coloro che sono interessati ad approfondire alcuni aspetti della malattia tumorale. Il risultato di questo sforzo e' una ricca banca dati consultabile sul sito www.azaleaweb.it, che contiene materiale informativo sul cancro (libri, opuscoli, schede, siti web di riferimento, articoli e altro), in parte già scaricabile in formato integrale, destinato a malati, familiari e cittadini. Chi apre il sito, si trova davanti a una sagoma del corpo umano divisa in zone, con i vari link relativi a tutti i tipi di tumore che si possono formare. Cliccando, ad esempio, su 'torace', si apre una schermata più dettagliata in cui vengono elencati i diversi tumori del torace. Se qui si clicca su neoplasie mammella, si trovano 131 documenti, un protocollo clinico e gli indirizzi di 41 associazioni.

 

19/1/2006

CANCRO PROSTATA, CAVOLI E CURRY PROTEGGONO

La dieta per gli uomini a rischio di sviluppare il cancro della prostata o con il tumore addirittura già diagnosticato dovrebbe assolutamente includere due alimenti base come il cavolfiore - e verdure simili - ed il curry. A tessere le lodi delle proprietà protettive di questi alimenti nei confronti del tumore e' un nuovo studio della Rutgers University di Washington, che - in test su topi da laboratorio - ha verificato una riduzione del cancro negli animali malati. Secondo Ah-Ng Tony Kong, autore dalla ricerca pubblicata sulla rivista 'Cancer Research', gli elementi che rendono questi cibi fenomenali sono il curcumino - il pigmento giallo presente nel curry - e il 'fenetile-isotiocianato' attivo nei cavolfiori cosiccome nei broccoli, nei cavolini di Bruxelles e nel cavolo cappuccio. Sono sostanze fitochimiche con proprietà anti-ossidanti e protettive che secondo il rapporto "hanno la potenzialità di trattare e prevenire il tumore della prostata". A stimolare la ricerca è stata l'osservazione che in India - dove la dieta è ricchissima di curry e cavoli - questo cancro è quasi inesistente. Nei topi di laboratorio in cui prima era stato provocato il cancro, i trattamenti successivi con le due sostanze fitochimiche separate o combinate hanno evidenziato "una progressione del tumore significativamente ritardata".

 

12/1/2006

MILANO, SABATO IN BICI PER FONDI CONTRO TUMORI FEMMINILI
Un sabato in bici per sostenere la ricerca sui tumori femminili. Il 14 gennaio, a Milano, è in programma la Maratona di Indoor Cycling, un'iniziativa promossa da Fitness First in collaborazione con l'associazione Onlus Salute Donna e con il Patrocinio del Comune di Milano. Dalle 11.00 fino alle 20.00, in via Luca Beltrami (Largo Cairoli), i milanesi potranno dare il proprio contributo ''pedalando per la prevenzione'', e utilizzando una delle 50 spin bike fornite da Francesco Moser. Il ricavato sarà devoluto alla Onlus Salute Donna, che da 10 anni si occupa di prevenzione e di sostegno alle donne malate di cancro.

 

9/1/2006

RIVISTA INGLESE DI MEDICINA CHIEDE AUMENTO 50% PREZZI SIGARETTE

Un invito ai governi a impegnarsi ''ad aumentare il prezzo dei prodotti del tabacco del 50% ogni anno'', cioè a imporre così una ''tassa'' per prevenire il cancro del polmone. E' la richiesta contenuta in un editoriale dell'edizione italiana della rivista The Lancet. Il fumo, si ricorda, è infatti responsabile del 90% dei casi di cancro del polmone. ''La Banca Mondiale - si legge nell'articolo - stima che un aumento del prezzo del 10% possa ridurre la richiesta di prodotti del tabacco del 4% nei Paesi ad alto reddito e dell'8% in quelli a reddito basso''. Nell'editoriale si prevede che ''degli 1,4 milioni di individui ai quali ogni anno viene diagnosticata la malattia, oltre l'85% morirà nel 2010''. Fra due decenni, secondo la rivista, la situazione sarà anche peggiore e i più colpiti saranno ''i Paesi a reddito basso e medio'' dove ''la scarsa alfabetizzazione e sistemi sanitari poco sviluppati hanno ostacolato la diffusione di messaggi contro l'abitudine del fumo''. Inoltre, questi Paesi non sono preparati ''all'ineluttabilità di un'epidemia di cancro al polmone''. Nei Paesi a più alto reddito, come Regno Unito, Canada, Stati Uniti e Nord Europa, invece, secondo l'editoriale, il numero dei fumatori si sta riducendo, grazie ''alle campagne di informazione e alle leggi che hanno contribuito a rallentare la diffusione del fumo''. ''Concentrati contro la guerra alle malattie infettive - scrive l'editoriale - raramente i Paesi in via di sviluppo identificano nel cancro un problema prioritario per la salute pubblica''. Per la rivista ''entro 20 anni, il 70% delle morti per cancro interesserà queste zone'' dove ''mercati in crescita, alimentati da avidi neofumatori, assicurano al cancro del polmone l'ascesa nella scala dei grandi 'assassini'''. Perchè si possa combattere con successo qualsiasi tipo di cancro sono importanti, avverte l'editoriale, tre presupposti: una diagnosi precoce, luoghi di cura adeguati e pazienti messi in condizione di poter far fronte alle terapie necessarie. Tutto questo, per l'editoriale, viene meno nei Paesi in via di sviluppo dove il cuore del problema ''sono le limitate risorse per la salute'' da parte dei governi, contrariamente a quelle più alte ''non confrontabili per la pubblicità stanziate dai produttori di sigarette''. Fra i nuovi clienti dell'industria del tabacco ci sono sempre più donne e ''la Banca Mondiale prevede che nei prossimi anni la crescita della popolazione, specialmente in Cina e in India, farà lievitare il numero dei fumatori a più di 800 milioni, oltre il 70% del totale mondiale''. In questi Paesi, i prodotti del tabacco, vengono esportati dalle ''nazioni industrializzate che ne alimentano la richiesta''. Nonostante che la Framework Convention on Tabacco Control (un trattato sanitario internazionale dell'OMS), entrata in vigore circa un anno fa miri a contrastare l'aumento del consumo del tabacco attraverso una serie di obblighi imposti ai governi, l'editoriale sostiene che ciò che veramente e' ''necessario nei Paesi non industrializzati e' lo sviluppo di aggressive politiche di tassazione del tabacco''.

 

Leggi l'articolo del Corriere Salute

 

 

 

archivio news 2005

torna alle news    home page