ASSOCIAZIONE PROGETTO ONCOLOGIA UMAN.A
per l'assistenza al malato oncologico
 
 
l' HOSPICE
Il termine HOSPICE è un termine inglese che significa "luogo di accoglienza e ricovero per malati", affetti da patologie croniche particolarmente avanzate, quali il tumore in fase terminale, con finalità di ricovero temporaneo e/o definitivo nelle situazioni cliniche inerenti a particolari emergenze della malattia.
L'HOSPICE si pone pertanto come un centro di riferimento ed integrazione della più vasta attività di cura del malato svolta a livello domiciliare.
perché l'Hospice?

"Credo che questa sia la prima domanda che ci poniamo quando si parla di Hospice.
Fa parte della nostra cultura l'evitare fin che si può di "finire in una corsia d'ospedale" e cercare, per quanto è possibile, di farsi curare a casa, magari con la visita quasi quotidiana del medico di famiglia che passa "tanto per vedere come va".
I tempi sono cambiati, il nostro modo di vivere ha avuto una metamorfosi inimmaginabile sino a pochi anni fa per cui tutto, anche la malattia, viene, deve, può essere affrontata in modo diverso rispetto a quello che facevano i nostri genitori, per non parlare dei nostri nonni.
Oggi le case sono più piccole rispetto a una volta e il malato non trova sempre quell'atmosfera tranquilla di cui ha bisogno: la televisione, il telefono, il traffico sotto le finestre di casa disturbano il riposo del malato.
Anche le abitudini sono cambiate; oggi quasi tutte le donne hanno un'occupazione e la figura della moglie che si fa carico di tutti i malati della famiglia, genitori, suoceri, zii, lontani parenti non esiste più.
Spesso le persone anziane vivono sole, le più fortunate in compagnia del coniuge, ma anche il coniuge è anziano e è già tanto se riesce a badare a sé stesso, non può, più di tanto, dare al malato.
Sovente il medico di famiglia è oggi solo "il medico della mutua" che con difficoltà va al domicilio del malato per visitarlo e spesso si limita a trascrivere le ricette.
Questo stato di fatto porta ad un isolamento, triste per il senso di abbandono che sopraggiunge, che il malato è costretto a subire in un momento in cui ha più bisogno di calore umano.
L'Hospice non deve essere visto come un Ospedale tradizionale, ma come un luogo dove vengono seguite, curate e, in un certo senso vegliate, quelle persone che, per tutti i motivi cui abbiamo accennato, non possono restare al loro domicilio.
Le camere dell'Hospice hanno arredi che, pur rispettando norme igieniche e logistiche, non emanano freddezza asettica, ma calore, come l'arredo delle nostre case e per questo è previsto che ogni malato abbia la camera personale con il bagno privato e che nella sua stessa camera ci sia un divano letto per permettere a un suo congiunto di trascorrere la notte al suo fianco, riposando, come se fosse a casa propria.
Nell'Hospice si tende a creare il più possibile l'atmosfera di un'abitazione cercando di dimenticare quella ospedaliera.
L'allestimento di un locale "tisaniera", in cui i familiari possono preparare, sia per sé che per il loro congiunto, una bevanda calda in qualunque momento della giornata, e delle parti comuni, dove potersi incontrare per scambiare quattro chiacchiere, come in un salotto di casa, con poltrone, divani e tavolini, danno un taglio umano all'ambiente.
Tutto questo si verifica in una situazione che però non esclude l'aspetto ospedaliero.
La presenza costante di un medico e di un infermiere garantisce la continuità di assistenza e deansifica sia il paziente che la sua famiglia perché sanno di non essere soli e che in qualsiasi momento, per qualunque urgenza, c'è la presenza di personale qualificato e specializzato.
Volontari, adeguatamente preparati, sono a disposizione tutti i giorni per uno scambio di pensieri e per i piccoli aiuti spiccioli.
In alcune situazioni, per esempio, può essere di sollievo per la famiglia del malato appoggiarsi, per un certo periodo, a questa struttura per poter ritrovare quell'energia sia fisica che psicologica necessaria per sostenere il proprio familiare ammalato senza soffrire di sensi di colpa per la propria incapacità a affiancarlo e con la certezza che per lui sarà fatto tutto il possibile per alleviargli il peso della malattia.
Queste sono alcune delle motivazioni che inducono a considerare l'Hospice come una svolta importante a favore dei malati e delle loro famiglie."

(dal bollettino semestrale dell'Associazione Progetto UMAN.A)

L'HOSPICE DELL'ASSOCIAZIONE PROGETTO
ONCOLOGIA UMAN.A

"Nasce dall'esigenza di contribuire alla copertura del fabbisogno dei 150 posti letto-hospice necessari sul territorio milanese.
L'ubicazione di questa struttura è presso la Divisione di Oncologia dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico, nel centro di Milano per rispondere all'obiettivo di offrire una completa assistenza e quindi "curare a tutto tondo" il paziente oncologico.
L'area necessaria è stata individuata al terzo piano del padiglione Oftalmico, in quanto ai piani sottostanti trova collocazione la Divisione di Oncologia dove vengono svolte le diverse attività.
Viene così garantita la continuità dell'assistenza sanitaria da parte di medici specialisti e la sorveglianza da parte di personale specializzato.
L'utilizzo delle strutture in oggetto è del tutto gratuito ed inquadrabile nei piani assistenziali della Regione.
"

(dal bollettino semestrale dell'Associazione Progetto UMAN.A)

DESCRIZIONE TECNICA DELL'INTERVENTO

L'HOSPICE è collocato al terzo piano del padiglione Oftalmico con la seguente struttura nel rispetto della dignità del paziente e dei suoi familiari mediante un'articolazione spaziale utile a creare condizioni di vita simili a quelle godute dal paziente presso il proprio domicilio.
La qualità degli spazi progettati facilita il benessere ambientale, la fruibilità degli spazi ed il benessere psicologico:

· 8 camere singole con servizi + letto per il familiare
· personalizzazione nell'arredo
· locale cucina e tisaneria a disposizione dei parenti
· locale comune di soggiorno
· studio medico
· locale visite
· locali riservati al personale e ai servizi di supporto

Le camere di degenza, ampie, dotate di un letto per il paziente ed uno per un parente e con servizio igienico indipendente, cercano di ricreare un ambiente domestico e confortevole.
Le finiture e gli arredi, studiate da architetti, si allontanano il più possibile dal concetto di ospedale tecnologico e asettico con colori pastello, grande luminosità grazie a ampie finestre che si affacciano su terrazzi individuali.
La zona di degenza è infine completata da un ampio soggiorno con comode poltrone e tavolini con annessa zona tisaneria che permette ai pazienti e ai loro parenti di preparare bevande calde.
La zona di supporto logistico presenta caratteristiche strutturali e finiture atte a garantire efficienza del lavoro e la massima sicurezza dal punto di vista igienico e sanitario, sia verso i pazienti che verso gli operatori.

Dono dell'Associazione Progetto Oncologia UMAN.A
all'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano

Ecco alcune immagini della struttura: